Birmania

Continuo a chiamarla Birmania nonostante il nome sia cambiato in Myanmar nel 1989. 

Una questione prima di tutto: Bisogna visitare la Birmania? A guardare i più recenti avvenimenti, considerando che la giunta militare che governa il paese si comporta in maniera abominevole, che è una nazione in cui non vengono rispettati i diritti civili la prima risposta logica è NO. 

Invece, noi, crediamo che ne valga la pena per moltissimi motivi, il primo tra tutti è quello di aiutare la popolazione. Girando il paese affidandosi ai birmani (per ora ancora permesso dalla dittatura militare) e non alle agenzie di viaggio si ha la possibilità di fornire dei fondi economici alla popolazione. Rivolgendosi alle agenzie di viaggio  si contribuisce, anche se in maniera minima a rimpolpare l’economia di quel governo, incapace e repressivo sostenuto anche dall’indifferenza di noi occidentali.  

Inoltre, escludendo la Birmania dalla testimonianza internazionale dell’oppressione interna, potrebbe contribuire  ad isolare ancora di più  il paese dal resto del mondo, consolidando il clima di terrore  che la dittatura esercita sulla popolazione e sui monaci. Il basso costo della vita consente al turista di cavarsela con poco. I viaggi organizzati rendono invece questa meta assai costosa. Se si viaggia da soli si scopriranno invece veri e propri gioielli ad un costo 

irrisorio.  

Purtroppo la giunta militare vieta di viaggiare in alcune aree in cui abitano minoranze etniche e non è possibile essere turisti a Burma senza che parte del denaro speso non sia trattenuto in forma di tasse sugli acquisti, tasse di viaggio, visti di ingresso e soggiorno (bisogna cambiare per forza all’arrivo 100 dollari a persona in FEC, che sono spendibili solo in poche strutture).  

Gli attivisti ritengono che il turismo finanzi direttamente la repressione da parte del governo, sebbene il turismo sia ormai una delle poche industrie ancora accessibili ai locali.  

E’ poi importante sottolineare che gli abusi sono meno frequenti nelle aree dove è presente la comunità internazionale, cioè turismo e turisti.  Come accennato prima è preferibile soggiornare in  hotels e guesthouse gestito da privati ed acquistare ricordi e prodotti locali direttamente dagli artigiani  contribuendo, con questi piccoli gesti, ad aiutare questo fantastico popolo. 

La Birmania è un paese affascinante, ricco di tradizioni con una cultura millenaria.  

Questa nazione, chiamata “Il Paese delle Mille Pagode” o “la Terra dorata”, offre l’opportunità di immergersi totalmente nell’essenza della cultura e della filosofia buddhista.  

La Birmania è probabilmente il Paese che in Oriente ha il maggior numero di templi buddhisti antichi e moderni; alcuni di questi come la Shwedagon Pagoda di Yangon, e la Shwezigon Pagoda di Bagan,  la Shwemawdaw Pagoda di Bago sono imponenti, veri  capolavori architettonici costruiti tra l’800 e il 1.100 DC con grande uso di materiali pregiati come l’oro e le pietre preziose.  L’atmosfera che regna all’interno di questi templi è magica; monaci e fedeli si incontrano quotidianamente per pregare, fare offerte al Buddha e ai numerosi spiriti importanti nella vita di ogni uomo o donna birmana.  

I templi sono anche luoghi  per riposare, per parlare, incontrarsi, meditare; sono il fulcro, l’essenza della filosofia di vita in Birmania. Ancora oggi il popolo birmano è profondamente legato agli antichi  valori tradizionali; il lungo periodo di isolamento voluto dal Governo ha 

contribuito a preservare la loro cultura,  le loro tradizioni e i loro costumi, solo da pochissimi anni, nella capitale soprattutto, si vedono alcuni giovani che vestono in maniera occidentale, la maggioranza degli uomini e delle donne invece vestono ancora il longyi. Il buddhismo è per il popolo birmano non solo una religione, ma uno stile di vita, così che la popolazione ha assunto un carattere mite e gli atteggiamenti sono sempre cordiali;  pervade un grande senso di calma 

e tranquillità, di tolleranza e comprensione.  L’istruzione è molto importante anche se purtroppo le strutture statali spesso non sono sempre all’altezza della situazione; il monastero 

sopperisce a questa mancanza assistendo i giovani nella loro istruzione e nell’insegnamento del comportamento sociale.  All’età di 9 anni i maschi celebrano il termine dell’infanzia partecipando 

ad una cerimonia religiosa molto importante nella vita di ogni buddhista e iniziano un periodo di noviziato in un monastero dalla durata variabile. Un buon buddhista deve trascorrere nel corso della vita almeno tre periodi come monaco.  


LIBRI 

Come per il Ladakh esistono solo pochissimi libri in italiano sulla 

Birmania 

 Un Indovino mi disse   di T Terzani 

 In Asia  di  T.  Terzani 

 Birmania, storia, arte e Civiltà  di R Carmignani 

 Libera dalla paura  di Aung San Suu 

 Birmania  di A Pavan 

 

SITI INTERNET 

Tutti i siti internet sono controllati dalla dittatuta militare, nonostante ciò all’interno delle migliori guide turistiche, lonely planet, Routard e Rogh guide si possono trovare gli indirizzi delle agenzie indipendenti birmane dove è possibile organizzare il viaggio. Non indico gli indirizzi 

delle singole agenzie di viaggio perché cambiano di anno in anno, basta guardare sulle guide più aggiornate. 


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